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http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/testi/03196dl.htm

DolceLuna

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Ogni pagina di Streghette di Luna si pone agli amici che entrano, come un'oasi di pace e di meditazione, per cui ho pensato di far diventare un "minuto per se stessi" anche una pagina arida, che contiene norme e leggi, che non ammettono altro che il rispetto. Le favole che seguono sono uno spunto riflessivo, tratto da un sito di meditazione, che seguo personalmente da anni ed in cui trovo, tutte le volte che ne sento il bisogno, l'energia per andare avanti e credere sempre più nella spiritualità, che deve accompagnare ogni singolo gesto verso l'altro.

CONTA I PASSI

Dimmi, quante volte ti sei illuso d'aver trovato il bandolo risolutivo della tua matassa esistenziale?

Quando la rana zen non conosceva ancora che pochi rudimenti della spiritualità s'imbatté in una pagina web sulla meditazione camminata. L'autore ne decantava i pregi e ne illustrava gli approcci essenziali. Ma la conosceva davvero?
"Una rana è una rana" – si disse – "e non ho modo d'appurarlo meglio."

Il sentiero si snodava tra ciliegi impensabili. Le siepi la lasciavano così senza fiato da farle dimenticare ogni tormento. Quando incontrò il proprio maestro i dubbi erano solo una vago ricordo. Sedette al suo fianco. Di tanto in tanto ne sbirciava il profilo. Il volto le sembrava corrucciato. Che pensava? Poi, però, assorta nel non-pensiero dimenticò tutto. E fu sera.

Il venerabile l'accomiatò con un sorriso. Mentre gli assilli di sempre erano divenuti solo un ricordo s'accorse di star meglio. Era sulla via del ritorno. Dopo un breve tragitto si ritrovò a contare i passi.

"Devo averlo letto da qualche parte", commentò di riflesso. Già, da qualche parte.


Ora la via sembrava più piacevole. Aveva l'impressione che le venisse incontro. L'incedere accadeva da sé.
Cos'é, poesia o una versione rosea della vera vita?

"A volte mi sento felice per un nonnulla", pensò la rana.

Contare i passi? Per concentrarsi, qui e ora. Per uscire dal labirinto del chiacchiericcio inconscio. Quel mormorio di sottofondo che – volente o nolente – non t'abbandona mai. E ti condiziona oltre ogni limite. Ti dice cos'è giusto, t'induce alle scelte più consone, e fin qui va bene, ma poi non ti lascia tregua, nessuna pausa, un controllo automatico, quasi costante ...

Contare i passi. Per attribuire un senso più consono a ciò che vale davvero. Per non dimenticare del tutto, prima di divenire un puntino, lontano, lontano negli anni. Ma in quel puntino c'è tutto, il presente, il passato, il futuro, tutto ciò che sarebbe potuto accadere e tu, caro amico che leggi.

ANTICHE ISTRUZIONI

La rana zen s'ammalò. Nulla d'insolito. Oramai gli acciacchi dell'età si facevano sentire sempre più sovente. Ma stavolta la nostra amica subì dolori così lancinanti da offuscarle, quasi del tutto, la mente. Il vicolo di cieco dolore in cui si era inopinatamente incamminata le precludeva ogni raziocinio. La sofferenza fu così acuta che le parve di star lì a dileguarsi.

Le ultime occasioni di residua speranza caddero, infine, come umili lagrime. Le gocce scivolarono giù lambendo le pallide guance. Sempre più giù, sull'adiacente foglia di loto, sino all'avita dimora, lo stagno. Teatralità? Nient'affatto! La misera rana raccolse le sue ultime, fievoli, risorse vitali e si recò al cospetto del suo caro maestro.

- Rieccola, pensò invece l'illustre venerabile, mi toccherà randellarla. E lo fece, ma con un riguardo davvero inusitato.

- Maestro, intercedi per me, supplicò l'importuna, mi sono curata senza alcun risultato.

- Certo figliola, interloquì l'anziano saggio. Pregherò per te, ma tu dovrai ottemperare le antiche istruzioni.

- Quali sono? Mio signore. Proruppe tremando la rana.

- Considera questo dolore come se accadesse a qualcun altro, le suggerì il maestro. In concomitanza, o successivamente, trai ispirazione dall'alto. Così, mentre la sofferenza si accanisce a vessarti senza pietà, tu l'osservi, è un'estranea, quel tormento non t'appartiene affatto. Se fossi stata più attenta avresti visto che è un dardo scoccato dall'incommensurabile. Proprio perché la sua faretra non contiene nulla, da lì ne scaturisce infinito amore. Concluse il maestro.

- Valuterò attentamente. Seguirò innanzitutto le premurose indicazioni del mio medico, si disse l'eclettico anfibio. Pondera i punti nodali del racconto, le suggerì la voce della guida interiore, lo spirito di consapevolezza: ... considera questo dolore come se accadesse a qualcun altro ... quindi trai ispirazione dall'alto ... dal nulla scaturisce infinito amore ... Cosicché guarirò.

- Risanerai un corno, l'apostrofò duramente l'esimio che oramai sembrava leggerle in cuore. Finché ci sarà qualcuno a dover guarire sarai sempre in balìa della tua piccola mente. Il dolore, la sofferenza, sono gli ultimi appigli dell'ego. Rinuncia anche a quelli. Come l'oscurità è mancanza di luce, il dolore è assenza d'amore.

La rana zen fuggì via mesta mesta. Non aveva risolto il suo assillante problema, tanto meno compreso un bel nulla. ... Il vero scopo dell'insigne? C'è tempo, le parve ...Il vero senso di questa favola? L'osservazione crea vuoto e distanza, la vera cura è sempre e solo l'amore.

 

DolceLuna

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LE QUATTRO LEGGI DELLA SEMPLICITA’

Raccogli tutto in un unico posto;


Scegli l’essenziale;


Elimina il resto;


Organizza ciò che rimane in modo ordinato.


Per farti capire bene questo metodo, ti faccio l’esempio di come riordinare un cassetto. Immagina che questo sia il cassetto più disordinato della tua casa con all’interno di tutto e di più, inclusi i bigliettini che si trovano dentro i famosi cioccolatini…Potresti passare l’intera giornata a sistemare quel cassetto. (Oppure, molto più probabilmente, lo chiuderesti a chiave per dimenticartene!). Ma vediamo come potremmo applicare il metodo delle 4 leggi della semplicità al nostro cassetto:


1. Raccogli. Tira fuori tutto da quel maledetto cassetto ed impilalo da qualche parte. Svuotalo completamente, fino all’ultimo bigliettino
2. Scegli. Seleziona solo quelle poche cose che ami, utilizzi o sono importanti per te. Limitati a scegliere da quella accozzaglia di oggetti le uniche cose che ritieni veramente essenziali Separa gli oggetti che hai selezionato.
3. Elimina. Getta via il resto. Sai benissimo che non utilizzerai più quelle cose. Non farti prendere dai sentimentalismi. Getta tutto in uno di quei bei sacchi neri dell’immondizia o pensa a come disfarti di quello che potrebbe essere utile a qualcun altro (ebay, mercatini dell’usato, beneficenza, albero della cuccagna della festa di paese, il mercatino del forum di Streghette di Luna)
4. Organizza. Rimetti nel cassetto, in modo ordinato, gli oggetti che hai selezionato al punto 2. Naturalmente, ricordati di pulire il cassetto prima. Puoi inserire gli oggetti che hai scelto, in piccoli gruppi, lasciando dello spazio tra di loro. Lo spazio tra gli oggetti fa sembrare tutto più pulito ed ordinato.


Tutto qui. Ora hai un cassetto “semplificato”, pulito ed ordinato, pronto per ricevere altre mille cosine da tenere e “selezionare” la prossima volta in cui, aprendo il cassetto, il contenutò esploderà. Questo semplice metodo può essere applicato ad ogni area della tua vita. Il mio consiglio è di concentrarti su di un’area alla volta: applica le 4 leggi della semplicità e poi passa all’area successiva. Se vuoi semplificare solo alcuni aspetti della tua vita, puoi concentrarti su ogni area per circa una settimana, se al contrario vuoi completamente cambiare vita, dovrai affrontare una nuova area della tua vita ogni 2 giorni, finché non avrai finito. Vediamo un paio di esempi su cui iniziare a lavorare, semplificando tutto:


· la to-do list. La tua lista di “cose da fare” è interminabile? Aggiungi qualsiasi attività ti venga in mente alla tua lista, finché la tua mente non sarà completamente libera. Ora scegli solamente le attività a cui tieni veramente, o che devi assolutamente fare, e mettile in una lista separata. Per quanto riguarda le altre attività, cerca di capire se puoi (a) eliminarle, (b) delegarle, oppure (c) metterle momentaneamente da parte in una lista separata. Ora concentrati solo sulla to-do list principale, quella con le attività essenziali. Scegli 3 di queste attività e falle.


· gli impegni. Fai una lista di tutti quelli che sono gli impegni della tua vita, sia lavorativi sia personali. Includi gli hobbies, i club a cui sei iscritto, i gruppi online, le organizzazioni di volontariato, le attività sportive, etc. Tutto quello a cui dedichi regolarmente il tuo tempo. Ora scegli solamente quelle attività che creano per te valore, che ti fanno divertire, che hanno un impatto positivo nel lungo termine. Sbarazzati del resto, se possibile. Può essere difficile, perché dovrai confrontarti con la disapprovazione degli altri, ma limitati a dire che non hai più tempo. Come per il tuo armadio o i tuoi cassetti, lascia dello spazio attorno a quei pochi impegni che hai deciso di mantenere: li apprezzerai maggiormente e vivrai con meno stress.

"La vita è veramente semplice, ma noi insistiamo a volerla complicare.” (Confucio)


“Se semplifichi la tua vita, le leggi dell’universo saranno più semplici; la solitudine non sarà solitudine, la povertà non sarà povertà, e la debolezza non sarà debolezza.” (Henry David Thoreau)
 

DolceLuna

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