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Dal Latino December, decimo mese dell’anno nell’antico calendario romano. Dedicato alla Vergine Maria Immacolata. Influenzato da Giove, incoraggia ottimismo e speranza.

IL PRESEPE

Presepe letteralmente significa “mangiatoia”, in riferimento appunto alla mangiatoia dove fu posto Gesù bambino dopo la nascita. Il presepe, o meglio la rappresentazione della natività, affonda le proprie radici nella vita di San Francesco. Fu il santo dì Assisi infatti a voler ricreare a Greccio, la notte di Natale del 1223, la natività nello stesso in cui era descritta nei vangeli realizzando nella cappella di Santa Lucia, ricavata in una grotta, un presepe con un bambinello da lui stesso intagliato nel legno e utilizzando animali veri. Il messaggio semplice e diretto del presepe, che rievoca visivamente agli uomini la nascita di Gesù, fece sì che questa iniziativa avesse una rapida diffusione fino a divenire uno dei simboli più amati del Natale.

Da fare con Luna Crescente

FRUTTETO - Raccogliere le marze per gli innesti quando la vegetazione è “ferma”.

ORTO - Seminare a dimora protetta: ravanello.

GIARDINO - Effettuare nuove piantagioni e trapiantare alberi, arbusti, rosa, rampicanti.

Da fare con Luna Calante

FRUTTETO - Raccogliere le marze per gli innesti quando la vegetazione è “ferma”.

ORTO - Seminare a dimora protetta: lattuga, radicchio da taglio. Preparare il terreno per le colture primaverili. Zappare e concimare. Effettuare la forzatura dell’indivia belga.

GIARDINO - Preparare il terreno per le piantagioni primaverili.

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Viviana, dal Latino “vivere”, ricorrenza il 2/12. Portafortuna: venerdì, cuore, 6.

Evelina, dal Germanico “ringraziamento”, ricorrenza il 2/12. Portafortuna: mercoledì, bilancia, 5.

Saverio, dallo Spagnolo “casa nuova”, ricorrenza il 3/12. Portafortuna: sabato, barchetta, 8.

Barbara, dal Greco “straniera”, ricorrenza il 4/12. Portafortuna: lunedì, uovo di cristallo, 7.

Ada, dal Germanico “nobile”, ricorrenza il 5/12. Portafortuna: venerdì, bracciale in rame, 6.

Giulio, dal Latino “consacrato a Giove”, ricorrenza il 5/12. Portafortuna: domenica, catena d’oro, 1.

Nicola, dal Greco “vincitore tra i popoli”, ricorrenza il 6/12. Portafortuna: martedì, rubino, 9.

Angelica, dal Greco “messaggera”, ricorrenza il 6/12. Portafortuna: lunedì, perla, 7.

Ambrogio, dal Greco “immortale”, ricorrenza il 7/12. Portafortuna: sabato, pigna, 8.

Concetta, dal Latino “concepita senza macchia”, ricorrenza il 8/12. Portafortuna: martedì, drago, 9.

Siria, dal Greco “ardente”, ricorrenza il 9/12. Portafortuna: lunedì, stella d’argento, 2.

Loredana, dal Latino “boschetto di lauri”, ricorrenza il 10/12. Portafortuna: lunedì, foglia d’argento, 7.

Savino, dal Germanico “tribù”, ricorrenza il 11/12. Portafortuna: sabato, gufetto, 8.

Moreno, dallo Spagnolo “scuro di capelli”, ricorrenza il 12/12. Portafortuna: sabato, marrone, 8.

Lucia, dal Latino “luce”, ricorrenza il 13/12. Portafortuna: venerdì, candela verde, 6.

Noemi, dall’Ebraico “delizia”, ricorrenza il 14/12. Portafortuna: lunedì, gelsomino, 2.

Cristiano, dal Latino “dedicato a Cristo”, ricorrenza il 15/12. Portafortuna: martedì, croce, 9.

Graziano, dal Latino “bene accetto”, ricorrenza il 18/12. Portafortuna: domenica, spirale d’oro, 1.

Dario, dal Persiano “colui che mantiene il bene”, ricorrenza il 19/12. Portafortuna: lunedì, ancora, 2.

Remo, dal Greco “scorrere”, ricorrenza il 22/12. Portafortuna: venerdì, diaspro verde, 6.

Armando, dal Germanico “soldato”, ricorrenza il 23/12. Portafortuna: giovedì, elefantino, 3.

Irma, dal Germanico “grande”, ricorrenza il 24/12. Portafortuna: mercoledì, origano, 5.

Adele, dal Germanico “di nobile qualità o razza”, ricorrenza il 24/12. Portafortuna: martedì, pipa, 9.

Natale, Natasha, dal Latino “giorno della nascita”, ricorrenza il 24/12. Portafortuna: sabato, pino, 8.

Stefano, Stefania, dal Greco “corona”, ricorrenza il 26/12. Portafortuna: sabato, felce, 8.

Davide, dall’Ebraico “amato”, ricorrenza il 29/12. Portafortuna: martedì, bullone, 9.

Eugenio, dal Greco “di nobile stirpe”, ricorrenza il 30/12. Portafortuna: domenica, croce, 4.

Melania, dal Greco “scuro”, ricorrenza il 31/12. Portafortuna: domenica, collana d’ambra, 1.

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Nella Floriterapia il Guaritore del segno del Sagittario, che governa il mese di Dicembre, è Agrimony (nella foto). Alla natura sagittariana si associano anche Vine e White Chestnut.

AGRIMONY – E’ l’Agrimonia, una pianta alta circa mezzo metro. I suoi fiori, piccoli e gialli, sono disposti in gruppo con una formazione conica ed allungata. Non tollera i terreno acidi ed ama la luce solare, che, con la sua forma allungata, sembra quasi cercare. Così è il tipo Agrimony, che non sopporta le “ombre della vita”. Egli fugge dai dispiaceri, dai problemi e dai conflitti, nascondendoli dietro una maschera di perenne allegria. Proprio come il Sagittario, segno ostinatamente ottimista, che non ammette le difficoltà ed ostenta buonumore, anche nei momenti di tristezza. Il tipo Agrimony è socievole, comunicativo, spiritoso e non sopporta il silenzio e la solitudine. I bambini Agrimony cercano continuamente la compagnia degli altri. Sono chiacchieroni e tendono a raccontare bugie. Inventano storie divertenti, a volte inverosimili, per conquistare la simpatia degli amici. L’azione equilibratrice: grazie a questo rimedio è più facile esprimere le emozioni negative, anziché nasconderle con lo humor e la finta allegria. E’ utile a superare dipendenze da fumo, caffè e sostanze eccitanti.

VINE – Si tratta della Vite, una pianta rampicante dalla crescita rapida ed incontenibile. Le sue ramificazioni avvolgono strettamente e con forza tutto quello che incontrano lungo il loro cammino, manifestando l’ansia di dominio che caratterizza il tipo Vine, che ha un carattere forte, determinato e tende ad imporre le sue idee e la sua volontà agli altri. Corrisponde al lato presuntuoso del Sagittario, che pretende di guidare e dirigere collaboratori, familiari, amici, qualsiasi altra persona con cui abbia a che fare. I bambini Vine sono prepotenti e possono arrivare anche a comportarsi da “bulli” con i più deboli. L’azione equilibratrice: aiuta a trasformare l’autoritarismo in autorevolezza ed a farsi rispettare senza farsi temere.

WHITE CHESTNUT – Si tratta dell’albero di Castagno. Il tipo White Chestnut ha in comune con il Sagittario la spiccata loquacità, che tuttavia manifesta soprattutto a livello interiore. Infatti parla continuamente tra sé e sé, ha pensieri assidui e ripetitivi dei quali non riesce a liberarsi. La sua vorticosa attività mentale spesso lo rende distratto durante il giorno e gli procura insonnia di notte. Altri suoi tratti salienti sono la tendenza a rimuginare sul passato e ad abbandonarsi a ragionamenti sterili ed incoerenti. I bambini White Chestnut mostrano spesso una maturità superiore a quella dei coetanei. Tuttavia mancano di leggerezza, si tormentano per problemi inesistenti e spesso fanno fatica a concentrarsi. L’azione equilibratrice: dà una mano a fare ordine dentro di sé, a rallentare il flusso dei pensieri caotici ed a riscoprire il silenzio interiore.

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“Questa mia fede è di una semplicità estrema. Eccola: credo che nulla vi è di più bello, di più profondo, di più gradevole, di più ragionevole. Di più perfetto del Salvatore. Ripeto a me stesso con geloso amore che nulla esiste né può esistere che somigli a Lui. Dirò di più: se qualcuno mi dimostrasse che Cristo sta al di là della verità e se la verità fosse fuori di Cristo, io sceglierei di stare con Cristo, rinunciando a vivere nella verità.” (Fedor Dostoevskij – Lettera dall’esilio – 1854)

LA SORGENTE

La nota frase “la bellezza salverà il mondo” pronunciata dal principi Myskin, protagonista del romanzo “L’Idiota” di Dostoevskij, dà adito a numerose riflessioni di tipo filosofico e spirituale. Qual è la bellezza di cui parla? Lo rivela lo stesso autore in una lettera dall’esilio quando dice che la vera bellezza è il Cristo perché, come ha scritto altre volte, ha saputo trarre dalle tenebre la luce, dal dolore la compassione ed il perdono, dall’egoismo innato nell’essere umano la forza dell’amore. Non è il Gesù della Passione, è il Cristo vittorioso della Resurrezione.

DISSETARSI FA BENE

Ogni essere umano è chiamato durante l’esistenza a fronteggiare lo sconforto o la depressione: sono i momenti in cui ciascuno vede solo il buio davanti a sé. Eppure, chi prova per un attimo a sentire la forza ed insieme la leggerezza dei pensieri dello scrittore russo vedrà di nuovo la luce, il bagliore del suo essere più profondo, la presenza solare dell’Io. Un paesaggio alpino è bello perché ci suscita dentro il senso dell’infinito o perché ci fa intuire l’onnipotenza del Creatore. Un’opera d’arte, una cattedrale gotica, una sinfonia sono belle perché ci fanno sperimentare “il sublime” che nasce dalla creatività umana, quando si eleva verso l’invisibile. Bello è l’Io che è in noi quando si dona al mondo.

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