Crea sito
 ESCAPE='HTML'

Non cercate tanto la forma della preghiera: basta che vi gettiate in ginocchio.

Jean Dolent

 ESCAPE='HTML'

La preghiera, anche se non muta il nostro destino, modifica tuttavia i sentimenti.

Joseph Joubert

 ESCAPE='HTML'

Le preghiere più belle sono le preghiere disinteressate.

Joseph Joubert

 ESCAPE='HTML'

La miglior preghiera al principio di un giorno è di non sciuparne i momenti preziosi.

John Ruskin

 ESCAPE='HTML'

Cosa sono la meditazione, la contemplazione e la preghiera? Semplicemente un modo di nutrirsi. Grazie ad esse, noi assaporiamo un nutrimento celeste, l'ambrosia, il cibo dell'immortalità. Si tratta di un nutrimento immateriale, ma che ha la sua corrispondenza anche sul piano fisico. Gli alchimisti lo hanno chiamato "elisir della vita immortale".

Omraam Mikhaël Aivanhov

 

 ESCAPE='HTML'

L'abilità nella meditazione si acquisisce attraverso la pratica. Nonostante qualche devoto sia capace di interiorizzare facilmente l'attenzione e di sperimentare lo sviluppo di stati supercoscienti, la maggior parte delle persone che cerca di meditare trova difficile rilassare il corpo, superare l'irrequietezza e calmare i processi mentali attivi.

Roy Eugene Davis

 

 ESCAPE='HTML'

Dopo una preghiera, dopo un momento di meditazione, dopo un contatto con la luce, vi accade di sentirvi appagati. All'esterno, obiettivamente, non si è verificato nulla, in apparenza non avete ricevuto niente, eppure siete nella pienezza. Sì, perché sono la vostra anima e il vostro spirito ad essersi nutriti, dissetati.

Nei "ristoranti" dell'anima e dello spirito, le cose non si svolgono come sul piano fisico, dove più volte al giorno siete obbligati a mangiare e a bere per non essere affamati, assetati e senza forze. Il nutrimento che ricevete nelle regioni sublimi dell'anima e dello spirito vi sazia e vi disseta per giorni e giorni. Il mondo divino contiene infatti elementi di una tale ricchezza che se riuscite anche solo una volta a captarli, la sensazione di pienezza che vi danno non vi abbandona più, e niente vi può togliere la certezza di aver assaporato l'eternità. " 

Omraam Mikhael Aivanhov
 

 ESCAPE='HTML'

Che cos'è la vera meditazione? E' fare ogni cosa: tossire, deglutire, agitare le braccia, muoversi, stare fermi, parlare o restare in silenzio. Il bene e il male, la prosperità e il disonore, il guadagno e la perdita, ciò che è giusto e ciò che è sbagliato: tutto in un solo Koan. Alzandovi o sedendovi; muovendovi o fermandovi: in ogni momento verificate se praticate la vera meditazione o se l'avete persa.

Questa è la vera pratica dei saggi del passato e di oggi. Dovete diventare consapevoli che la meditazione è ciò che indica con chiarezza la vostra innata sembianza.

Guardare in profondità la vostra Vera Natura, trascendendo vita e morte, non è certamente una cosa facile a farsi. Ponete la vostra energia in equilibrio fra i due stati: attività dinamica e tranquilla passività.

Rimanete in una posizione tale da potervi muovere in ogni direzione, con il principio della pura e incorrotta meditazione di fronte ai vostri occhi. In questo modo conseguirete uno stato della mente nel quale, anche se circondati da una folla di persone, sarà come se foste soli in un campo che si estende per migliaia di miglia.

Hakuin

 ESCAPE='HTML'

Invero la saggezza (nata dalla pratica yoga) è superiore alla pratica (meccanica) dello yoga; la meditazione è più desiderabile del possesso della conoscenza (teorica); la rinuncia ai frutti delle azioni è meglio (degli stati iniziali) della meditazione; la rinuncia ai frutti delle azioni è seguita immediatamente dalla pace.

Bhagavadgita

 

 ESCAPE='HTML'

La meditazione cristiana può essere nel suo nucleo solo contemplazione amorosa, riflessiva e obbediente di questo uomo che è l'autoaffermazione di Dio.

Hans Urs von Balthasar

 

 ESCAPE='HTML'

La meditazione deve cominciare con il corpo. Esso è il veicolo del Sé, che, se non è controllato nei suoi desideri, ostacola la vera meditazione.

B. K. S. Iyengar

 

 ESCAPE='HTML'

La meditazione è l'unico tempio in cui, quando entri, sei davvero all'interno di un tempio.

Osho Rajneesh

 

 ESCAPE='HTML'

La meditazione è un lavoro della mente per riscaldare il cuore.

Giuseppe Allamano

 

 ESCAPE='HTML'

La meditazione umana non ha limiti. A suo rischio e pericolo, analizza e misura il suo proprio abbigliamento. Si potrebbe quasi dire che per una specie di reazione splendida, essa abbagli la natura; il mondo misterioso che ne circonda rende ciò che riceve; è probabile che i contemplatori siano contemplati.

Victor Hugo

 

 ESCAPE='HTML'

Come la fiamma d'una lampada che al riparo dal vento non si muove, così è la mente doma del meditante che dimora nell'incondizionato. Nell'immobilità della mente, nella profondità della meditazione, l'incondizionato si rivela.

Contemplando l'incondizionato con l'incondizionato il meditante conosce la gioia e la pace del perfetto compimento. Conseguita quella gioia che sta al di là dei sensi, che si rivela nell'immobilità della mente, egli non si stacca piu' dalla verita' eterna. Non desidera nient'altro e non puo' essere scosso nemmeno dalla più grave delle sciagure.

Bhagavad Gita
 

 ESCAPE='HTML'

La concentrazione e la consapevolezza sono funzioni distinte e differenti. Ciascuna ha il suo ruolo in meditazione e il loro rapporto è definito e delicato.

La concentrazione - che è detta spesso anche focalizzazione della mente - consiste nel forzare la mente a restare su un punto determinato. Notate, per favore, la parola «forzare». La concentrazione è in gran parte un'attività di tipo forzato, che può essere sviluppata con la pura e assidua forza di volontà. E, una volta sviluppata, conserva un po' di quel sapore forzato.

La consapevolezza, d'altra parte, è una funzione delicata, che porta a una raffinata sensibilità. Queste due sono alleate nel lavoro della meditazione. La consapevolezza, tra le due, è quella sensibile: seleziona gli oggetti dell'attenzione e nota quando l'attenzione si è smarrita. La concentrazione fa l'effettivo lavoro di tenere l'attenzione sull'oggetto prescelto.

Se una di queste due è debole, la meditazione si smarrisce.

Bhante Henepola Gunaratana
 

 ESCAPE='HTML'

Cos'è la meditazione se non consapevolezza costante e rilassata di tuto ciò che ti sta intorno che si spinge sino a comprendere l'interiorità?

Se siete consapevoli di ciò che vi sta intorno: la curva della strada, la forma dell’albero, il colore dell’abito di qualcuno, il profilo del monte contro il cielo blu, la delicatezza di un fiore, il dolore sul viso di un passante, l’ignoranza, l’invidia, la gelosia della gente, la bellezza della terra – allora, guardando tutte queste cose senza condanna, senza scelta, potete cavalcare la marea della consapevolezza profonda.

E quindi diventerete consapevoli delle vostre reazioni, della vostra meschinità, delle vostre gelosie. Partendo dalla consapevolezza esteriore, raggiungete l’interiorità; ma se non siete consapevoli dell’esterno, non potete certamente vedere l’interno … Quando c’è consapevolezza interiore di ogni attività della vostra mente e del vostro corpo, quando siete consapevoli dei vostri pensieri e sentimenti segreti e palesi, consci e inconsci, allora da questa consapevolezza deriva una chiarezza che non è indotta o costruita dalla mente.

J. Krishnamurti

 

 ESCAPE='HTML'

Perché trovate delle difficoltà a meditare? Perché non avete ancora ben compreso che nessun momento dell'esistenza è isolato, ma è legato a tutti quelli che lo precedono: dovete dunque essere vigili e preparare le condizioni per poter fare, al momento opportuno, un vero lavoro col pensiero.

Supponete di aver litigato con qualcuno: l'indomani, quando vorrete meditare, non smetterete di rimuginare per regolare i conti con quella persona. Invece di sentirvi liberi e di elevarvi fino alle regioni divine, sarete occupati unicamente a proseguire la vostra discussione del giorno prima. Per una ragione o per l'altra, la stessa storia si ripeterà, e voi non riuscirete mai a meditare. Che sia chiaro, dunque: potete realizzare molte cose col pensiero, ma a condizione di prendere coscienza che, essendo ogni momento della vostra vita legato a quelli che lo precedono, il lavoro del pensiero, come tutti gli altri lavori, deve essere preparato.

Omraam Mikhael Aivanhov
 

 ESCAPE='HTML'

Avendo sentito parlare degli effetti positivi della meditazione, taluni decidono di meditare. Ebbene, la meditazione è un lavoro del pensiero, e se queste persone non incominciano col mettere ordine nella vita di ogni giorno, sarà la vita stessa a distruggere il loro lavoro.

Potranno anche assumere una postura, chiudere gli occhi e fare tutti gli esercizi yoga che vorranno, ma finché non si imporranno una certa disciplina interiore, quegli esercizi non serviranno a niente, e saranno per loro addirittura nocivi.

Cosa fa un malato deciso a ritrovare la salute? Non si accontenta di prendere dei medicinali, ma segue un regime, adotta un nuovo stile di vita, perché sa che i medicinali da soli non sono che palliativi. E voi, se volete che la pratica della meditazione sia realmente benefica, dovete apportare dei cambiamenti anche in tutto il vostro modo di vivere, vale a dire non solo migliorare la vostra condotta, ma anche i vostri pensieri e i vostri sentimenti.

Omraam Mikhael Aivanhov

 ESCAPE='HTML'

Ricordati del tuo Amico, cioè Dio. Fa che la preghiera (zikr) della tua lingua sia la preghiera del tuo cuore (q'alb).

Aforisma Sufi

 ESCAPE='HTML'

Cerca la verità nella meditazione e non nei libri ammuffiti. Per cercare la luna guarda il cielo, e non nello stagno.


Proverbio persiano
 

 ESCAPE='HTML'

Non c'è preghiera perfetta se il religioso si accorge di stare pregando.

S. Antonio eremita

 

 ESCAPE='HTML'

Pensare al senso della vita significa pregare. Il senso della vita possiamo chiamarlo Dio

Wittgenstein

 

 ESCAPE='HTML'

La preghiera non viene presentata a Dio per fargli conoscere qualcosa che Egli non sa, ma per spingere verso Dio l'animo di chi prega.

S. Tommaso d'Aquino

 

 

 ESCAPE='HTML'

La preghiera è la chiave del mattino e il catenaccio della sera.

Gandhi

 

 ESCAPE='HTML'

L'orazione mentale non è altro, per me, che un intimo rapporto di amicizia, un frequente intrattenimento, da solo a solo, con Colui da cui sappiamo d'essere amati. 

Certo bisogna imparare a pregare. E a pregare si impara pregando, come si impara a camminare camminando.

La continua conversazione con Cristo aumenta l'amore e la fiducia.

Se parlando con le creature le parole non vi mancano mai, perché vi devono esse mancare parlando con il Creatore? Non temetene: io almeno non lo credo!

Non siate così semplici da non domandargli nulla!

Chiedetegli aiuto nel bisogno, sfogatevi con Lui e non lo dimenticate quando siete nella gioia, parlandogli non con formule complicate ma con spontaneità e secondo il bisogno.

Cercate di comprendere quali siano le risposte di Dio alle vostre domande.Credete forse che Egli non parli perché non ne udiamo la voce? Quando è il cuore che prega, Egli risponde.

A chi batte il cammino della preghiera giova molto un buon libro.

L'avrete con voi dappertutto e vi aiuterà in ogni vostro travaglio. Credete forse che sia poca cosa aver sempre vicino un così buon amico?

Poiché Gesù vi ha dato un Padre così buono, procurate di essere tali da gettarvi fra le sue braccia e godere della sua compagnia.

Quelli che sanno rinchiudersi nel piccolo cielo della loro anima, ove abita Colui che la creò e che creò pure tutto il mondo, e si abituano a togliere lo sguardo e a fuggire da quanto distrae i loro sensi, vanno per buona strada e non mancheranno di arrivare all'acqua della fonte.

Per cominciare a raccogliersi e perseverare nel raccoglimento, si deve agire non a forza di braccia ma con dolcezza. Quando il raccoglimento è sincero, l'anima sembra che d'improvviso s'innalzi sopra tutto e se ne vada, simile a colui che per sottrarsi ai colpi di un nemico, si rifugia in una fortezza.

Sapevo benissimo di avere un'anima, ma non ne capivo il valore, né chi l'abitava, perché le vanità della vita mi avevano bendati gli occhi per non lasciarmi vedere.  

Non si creda che nuoccia al raccoglimento il disbrigo delle occupazioni necessarie.

Dobbiamo ritirarci in noi stessi, anche in mezzo al nostro lavoro, e ricordarci di tanto in tanto, sia pure di sfuggita, dell'Ospite che abbiamo in noi, persuadendoci che per parlare con Lui non occorre alzare la voce.

La preghiera non è qualcosa di statico, è un'amicizia che implica uno sviluppo e spinge a una trasformazione, a una somiglianza sempre più forte con l'amico.

S. Teresa d'Avila

 

 ESCAPE='HTML'